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Intervista a Federica Ferretti

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Buon pomeriggio cari lettori!

Oggi abbiamo ospite Federica Ferretti autrice di “La rugiada della Notte” , vi avevo già parlato nel post sulla Campagna #Noiciamiamo Qui.

L’intervista♥


locandina progetto la rugiadaN°1 Per iniziare potrebbe presentarsi ai nostri lettori? Poi, cominciamo con la prima domanda. Quando è iniziata la passione per la scrittura?

F.F. Buongiorno amici/colleghi blogger, lietissima di fare la vostra conoscenza! A dir la verità, sono solita presentarmi quale “una donna piccola, ma con l’anima ingombrante” perché, in effetti, questo verso di una mia vecchia poesia, mi rappresenta appieno. A mia volta, nasco quale una blogger eclettica ed incredibilmente curiosa, leggasi pure con un’immensa voglia di essere ed esistere. Così, il mio libro d’esordio non è stato una semplice raccolta poetica, bensì un vero e proprio romanzo epistolare dove l’allitterazione e l’onomatopea svolgevano un ruolo di primo piano per la comprensione del testo. Già, perché, oltre a vivificare la rete, riproducevano la mia quotidianità, che, però, era in tutto e per tutto simile a quella di chiunque si sarebbe avvicinato a quelle lettere, buttate nel vento per tentare di raggiungere, per l’ultimo bacio, un amore che se n’era andato troppo presto. Inoltre, avevo arricchito la narrazione con disegni a matita, volendo realizzare una sorta di contenitore linguistico che rispecchiasse fedelmente tutte le mie peculiarità. Perché sono tanto pittrice, tenuta a battesimo da uno degli artisti più noti del mio Abruzzo, che musicista, laureata (anche da “scienziata politica) su tesi sperimentali che indagavano le tecniche della comunicazione, soprattutto se multimediale. Ho scritto sin dalla più tenera età. Perché, ho iniziato da fervente lettrice, divorando ogni libro o fumetto che mi capitasse a tiro, per amplificare la mia vena letteraria già molto pronunciata. Quindi, dopo aver “litigato”, per anni e anche di brutto, con i miei vari insegnanti di lettere, che, guarda caso, mi rimproveravano uno stile tropo giornalistico, ho iniziato a pubblicare i miei libri. Sì, mentre venivo incaricata responsabile editoriale di una collana al femminile e per cui sono riuscita ad ottenere da subito una segnalazione su Donna Moderna da parte della scrittrice A. Appiano. Parallelamente, dopo avere conseguito pure il tesserino di pubblicista, ho ricevuto un premio donna proprio per comunicazione e giornalismo, grazie al mio impegno in qualità di donna di cultura a favore di tutte le altre…

N°2 Cosa l’ha spinta verso questa passione?

F.F. Non c’è mai un solo avvenimento, un episodio piuttosto che un altro. Sono d’accordo con i colleghi ed amici quando sostengono che si scrive per sentirsi sempre più vivi, ossia per emozionarsi oltre che emozionare. Ma nel mio caso, voglio dare corpo ed anima ad intere scene che, a detta di uno dei miei più fans accaniti e che, in effetti, mi ha spinta a non arrendermi, a dispetto dello scoramento in cui mi facevano precipitare alcuni insegnanti, dipingo con le parole. Costruisco, cioè, intere scene “musicali” che spero, non smettano più di risuonare nei cuori dei lettori.

N°3 Solitamente da cosa viene ispirata?

F.F. L’ispirazione capita, il più delle volte, per caso, quando meno me lo sarei aspettata. Può scaturire da un ricordo che arriva all’improvviso, come da uno sguardo, un incontro del tutto inatteso, (oggi, ad esempio, me ne è accaduto uno ad un semaforo, in pieno centro! Chissà che storia ne scaturirà?). Arriva così, in situazioni di assoluta normalità: dal medico, dal salumiere, dal parrucchiere, al supermercato, camminando sulla spiaggia. In tutti quegli attimi in cui, però, due o più persone, si sono trovate a condividere qualcosa, a edificare, letteralmente, una sorta di aspirazione. E che mi resta indelebile nella memoria: il pianto di un bambino, una panchina rimasta vuota rispetto alle mie aspettative, uno stralcio di cielo, una canzone che ti investe in pieno volto. In una parola: la vita. 

N°4 Come si sente quando scrive un libro?

F.F. Fortunata, per avere potuto dare forma a delle immagini rimaste a lungo covate dentro me. Mi sento fortunata nel senso che posso dare sfogo persino a quei desideri che, diversamente, resterebbero inespressi, miei o di qualcuno che conosco, e che perciò, hanno finalmente una loro possibilità, o potenzialità di avverarsi. Pensateci: lo scrittore possiede, allora, molteplici vite. Addirittura, può redimersi dalle sconfitte più dolorose, o, viceversa, provare a vestire i panni di coloro che non hanno più nulla o quasi. Siamo in grado di reinventarci e di prenderci lo stesso quella seconda opportunità negata dalla nostra momentanea esistenza. Di creare l’ennesimo spiraglio di luce dopo la tempesta più tremenda.

N°5 Quando ha pubblicato il primo libro? È stato difficile?

F.F. In parte, ho già risposto nella prima domanda: posso aggiungere che non è stato tanto difficile pubblicare quanto continuare a credere nelle mie potenzialità più tardi, quando, ad un certo punto, una pseudo amica, che aveva invano tentato di imitarmi, sin da quando ci siamo conosciute, ha provato a mettermi in cattiva luce fin nel mio “ambiente”. Ho dovuto fare uno sforzo incredibile per reagire perché, fino all’ultimo, non riuscivo a credere che “quella persona” con cui, tra l’altro, avevo continuato nel frattempo a confidarmi, di una fiducia, fosse stata in grado di tradire la mia amicizia. E, peggio, che mi avesse usata a mo’ di trampolino di lancio per una carriera di scrittrice che, al contrario, non è mai iniziata. Forse perché chi la fa l’aspetti? Non lo so, non sta a me giudicare. Io, di quell’esperienza al limite del demenziale, ho recuperato la forza d’animo che, ad un certo punto, ho dovuto tornare a cercare solo in me. E continuo ad essere dell’avviso che sia necessario vivere fino in fondo ogni esperienza, persino quella più improbabile, perché possa essere di insegnamento. Non mi sono lasciata abbattere. Ho solo girato pagina, con eleganza. Io, Federica Ferretti, 3 titoli accademici tra Scienze Politiche e Discipline Musicali, con tesi sui nuovi linguaggi ed un tesserino da giornalista, ho continuato a formarmi. E a credere, con una ostinazione maggiore, se possibile, nella forza delle donne. Collaboro da diverso tempo con la rivista Mondadori “Confidenze tra amiche” e sono ripartita proprio da campagne di solidarietà femminile, riuscendo ad ottenere il sostengo di alcune delle donne di cultura più famose in Italia. E sono quindi arrivata all’ultimo #stopfemminicidio, che ha annoverato personaggi del calibro di Dacia Maraini, Cristina Chiaffoni, Marta Flavi, per fare appena qualche esempio. Oggi, riflettendo ancor più approfonditamente su quella mia amarezza, ho deciso di battermi per #maipiunemiche.

N°6 Le piace il suo lavoro?

F.F. Infinitamente, perché ogni singolo momento riesco a confrontarmi tanto con personaggi all’avanguardia che con uomini e donne della porta accanto. L’umanità di tutti, deve comunque scaturire dalla mia penna e trovo che, questo, sia un dono meraviglioso che cerco di valorizzare al meglio ogni volta. Credo anche io nell’essere umano, per parafrasare una nota canzone. O papa Francesco che afferma: Per essere grandi, bisogna prima di tutto saper essere piccoli. L’umiltà è la base di ogni vera grandezza. E, come, infatti, mi fece notare uno dei più grandi autori viventi, siamo bagnati tutti dalla stessa pioggia ed avere capito questo, lo considero una sorta di benedizione. Nell’antica Grecia, non a caso gli “aristocratici” erano i “migliori”, come rivela l’etimologia del termine. Ce ne dovremmo ricordare quando guardiamo dall’alto in basso la gente per strada. Quella che, un giorno, potremmo trovarci a dover intervistare. Ecco perché ogni persona che mi concede la sua storia, ha sempre la mia più alta considerazione. Mai dire mai. Se quelli che sono diventati i miei colleghi, non avessero creduto in me, piccola donna abruzzese, non ne staremmo a parlare.

N°7 Quali sono gli ingredienti che, secondo lei, servono in una storia per renderla appetibile?

F.F. Non credo all’appetibilità, anzi, così, mi sembra di svilire i grandi della letteratura, quale, ad esempio, un Dante o un Manzoni che ci hanno lasciato in eredità capolavori senza ricorrere a mezzi o escamotage moderni, diciamo così. Credo, semmai, che si debba dare sempre il giusto senso e peso alle parole, tramite cui riusciamo a mettere in circolo i nostri sentimenti e quelli dei nostri personaggi. Non è una missione più impossibile di quella che già in tanti hanno concretizzato.

N°8 Come è nata l’idea de”La rugiada della notte”?

F.F. Si è trattata dell’ennesima avventura virtuale dopo l’esperienza praticamente biennale del romanzo online su ilcorrieredellasera.it, blog “Nel cuore di Roma”, ad opera dell’amica giornalista Ester Palma, tra le prime donne di cultura a credere in me. E che ha avuto diverse fasi. Partita sulla pagina FB dedicata, l’ho sospesa per diverso tempo, fino a che i fans, non hanno reclamato a gran voce di rincominciare a narrare loro “le vicende di amanti che continuano a cercarsi, in lungo e largo, fino a che non concretizzeranno di avere salvato la loro rugiada dalla notte più lunga”. La Direttrice Annarita Calaudi, della Genesis Publishing, ha creduto all’ennesima evoluzione di questa forma letteraria, legata infatti alla campagna #noiciamiamo di cui dicevamo ed i cui particolari, troverete sul mio sito: http://www.federicaferretti.com.

N°9 Con che criterio ha scelto i personaggi?

F.F. Non lo immaginereste mai, eppure sono stati i personaggi a scegliere me. Perché essendo “reali”, o comunque verosimili, avevano bisogno della mia penna per potersi riprendere una sorta di rivincita, e capire dove stesse andando davvero la loro vita…

N°10 Con che criterio ha scelto le ambientazioni?locandina progetto la rugiada

F.F. Posso ripetere la stessa risposta. Una volta che i personaggi mi si sono rivelati, hanno dato uno spessore tanto alle loro esistenze che ai luoghi in cui esse si sono formate.

N°11 Ha per caso una persona che l’ha affiancata nel suo percorso?

F.F. Di certo, ho avuto una famiglia molto presente, e, specie oggi, è importante sapere di poterci contare.

N°12 Ha mai pensato di creare qualcosa per riunire alcuni suoi fan?

F.F. Al momento, ho dato vita ad un sito più professionale, Federicaferetti.com, in cui ho convogliato anche l’esperienza del mio blog storico, ilcantodelcignorosso.blogspot.com, a sua volta “ricettacolo di sogni e desideri” dagli esordi ad oggi. Magari, potremmo inserivi una apposita sezione in cui pubblicare le lettere più belle ricevute appunto dai miei followers! Che ne dite?

N°13 Cosa pensa della pubblicazione in versione digitale? Preferisce quella tradizionale? Perché?

F.F. Ritengo che, da blogger, non posso che tornare alla rete. Questa è stata l’operazione che abbiamo tentato con La rugiada. Si è evoluta in cartaceo nel senso che, a differenza degli altri romanzi online, ora esiste tanto la versione ebook che, appunto quella “sfogliabile materialmente”. 😉

N°14 Le persone che le sono accanto la sostengono? Ha qualcuno che la ostacola?

F.F. Come ripeto, ho un ambiente familiare più che favorevole. E, ribadisco che, da donna che si batte per la propria indipendenza, non mi lascio gestire da chi, anche solo da lontano, vorrebbe provare a mettere paletti alla mia attività. Certo, a volte ricevo degli attacchi agli account, ma nulla che non riesca a gestire. D’altronde, per il tenore delle mie campagne, non mi arrenderei neppure di fronte ad altre intimidazioni. Ci tengo a ribadirlo e ad invitare, ancora per una volta, ognuna di noi a denunciare…

N°15 Ha mai perso l’ispirazione? Se sì, come l’ha recuperata?

F.F. A dir il vero, no, non mi è mai capitato. Forse perché, a conti fatti, non la lego a null’altro che non sia la vita vera

N°16 Ha mai pensato di proporre un genere insolito dal Suo?

F.F. Diciamo che, dal romanzo epistolare, sono presto passata al romanzo online, volendo rendere sempre più partecipe il mio pubblico, per crescere insieme. Nel futuro, penso che potrei appassionarmi al romanzo storico: adoro le biblioteche, potrei viverci per sempre. E partorire una storia completamente nuova rispetto al mio target. O sarebbe un azzardo? Vedremo…

N°17 Ha dei futuri progetti?

F.F. Vivere fino in fondo tutte le mie sfaccettature. E di certo, continuare a ridare la voce alle donne che vedono ancora negata la propria essenza: #maipiunemiche vuole essere una campagna di ancor più ampio respiro!

La nostra intervista si conclude qui, la ringrazio per avermi concesso un momento per il blog, ma… ha ancora qualcosa da dirci/consigli/sconsigli per Autori emergenti, Lettori, ecc.

L’ultimo consiglio è quello di non lasciarsi mai manipolare nella gestione delle proprie scelte: guardatevi ogni mattina allo specchio, come fosse sempre la prima volta. Qual è l’immagine che vi rimanda? Se non ne siete soddisfatte, cercate di migliorarla, ma senza mia stravolgervi in quanto persone. Tutto il resto, sarà finalmente una strada in discesa.


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26 thoughts on “Intervista a Federica Ferretti

    1. Grazie anche a te, Alessandra! Cerco di essere me stessa sempre e comunque, e, come mi state dimostrando, è questo ciò che conta davvero! Mi raccomando, mettete in pratica i miei consigli, cercate di non cambiare mai e pur mai per mano degli altri! Soprattutto, non arrendetevi mai. Dopo ogni volta, c’è sempre un’altra prima volta! Un abbraccio e, sappi che sarei felice se continuassi a seguirmi!

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  1. Grazie per l’aggettivo ” super”… grazie di cuore… io, però, sono solo me stessa! E continuo a ribadire che ogni donna dovrebbe esserlo, senza la paura di “non piacere”. Non date mai a nessuno il terribile “potere” di incidere sulla vostra personalità! Un super abbraccio! 😉

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  2. Adoro leggere le tue interviste… Riescono a rivelare delle parti molto profonde e interessanti delle persone che ne sono protagoniste, come nel caso di questa bravissima scrittrice… E’ stato un vero piacere conoscerla!

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    1. Grazie Meggy, del tuo entusiasmo! Spero che potrai dire lo stesso del mio libro, anche perché è legato ad una fondamentale campagna di #stopfemminicidio e #pariopportunità, dall’emblematico titolo: #noiciamiamo. Ed oggi, dobbiamo gridarlo ancora più forte! Un abbraccio!

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