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Blog Tour – Klove “Intervista all’autrice”

 

colors-cool-flower-hologram-favim-com-2258961Buon pomeriggio lettori!

Sesta tappa del blog tour, ieri abbiamo scoperto Seoul , città ambientata nel romanzo! Oggi , in questo appuntamento quattro chicchere con l’autrice.


N°1 Per iniziare presentati ai nostri lettori e cominciamo con la prima domanda. Quando è iniziata la passione per lo scrivere?

Ciao a tutti, mi chiamo Ilaria e sono della classe 1986, sono sposata e ho una splendida bimba di sette anni. Vivo in una tranquilla casetta in campagna, circondata da tanto verde.

La passione per la scrittura è nata quando crescendo mi sono accorta che non potevo più rinchiudermi nella mia stanza e perdermi in quei mondi che io inventato e di cui ne facevo parte, così, il desiderio di tirare fuori quella fantasia mi ha avvicinato alla scrittura. Ho deciso che sarei diventata una scrittrice a 13 anni, ma solo dieci anni dopo ho davvero iniziato a scrivere seriamente.

N°2 Cosa ti ha spinto verso questo mondo?

La voglia di trasmettere emozioni e di far sognare proprio come capita a me alle volte quando leggo un bel libro. La voglia di raccontare le mie storie e far vivere i miei personaggi.

N°3 Solitamente da cosa vieni ispirata?

Da tutto. Giusto pochi giorni fa, al un corso di scrittura creativa al quale partecipo è stato detto che gli scrittori sono dei ladri perché rubano scene di vita degli altri per farne loro storie, ed è vero, mi capita spesso di avere magari un’ispirazione da un discorso che sento fra due passanti, oppure una volta è successo mentre ero in stazione e ho visto una donna vestita di rosso, con un cappello rosso e la valigia rossa. Un’altra volta è successo ascoltando una canzone e o altre volte capita guardando delle immagini. L’ispirazione arriva davvero da ogni cosa, basta solo saper guardare, anzi forse alle volte dovrei guardare meno per non avere sempre un cumulo di storie che attendono di prendere vita.

N°4 Come si sente quando scrive un libro?

Mi sento libera, mi sento leggera. Sfogo nelle pagine tutta me stessa e quando scrivo mi accorgo di sentirmi poco a poco sempre più libera, più tranquilla. Mi piace molto perdermi nella storia, prima di scrivere chiudo sempre gli occhi e mi concentro, immaginandomi dentro ad essa e vivo le vicende assieme ai miei personaggi, alle volte sono io stessa ad entrare nel personaggio e vivere in prima persona ciò che scrivo, è come entrare in un gioco virtuale.

N°5 Quando ha pubblicato il primo libro? È stato difficile?

Il mio primo libro l’ho pubblicato nel 2013 e sì, è stato molto difficile, sono capitata purtroppo nella rete di alcuni editori che si sono presi gioco di me, essendo in esperta ho creduto in quello che mi veniva detto e sono rimasta fregata, ma quella brutta esperienza mi ha insegnato molto, sono convinta che ogni esperienza negativa possa insegnarci qualcosa, quindi se prima vedevo quegli episodi con rammarico ora sono felice di averli vissuto e di poter aver imparato.

N°6 Le piace il suo lavoro?

Molto. Scrivere è un dono, con la scrittura puoi permettere alle persone di sognare e regali a loro attimi di gioia e di distacco dalla realtà che alle volte schiaccia. Io penso che scrivere è il lavoro più bello al mondo, ti permette di vivere storie stupende anche se non sei più bambina, ti permette di rimanere sempre piccola e sognare. 

N°7 Quali sono gli ingredienti che servono in una storia?

L’ingrediente principale sono l’emozioni, bisogna mettere sentimento in una storia e bisogna credere in essa. Cercare di scrivere qualcosa di originale e non seguire la scia di altri romanzi, molte volte si legge di trame che sono tutte simili fra loro. Bisogna imparare a scrivere senza seguire la moda del momento, la scrittura è molto di più di questo. Non bisogna mai avere paura a raccontare le nostre storie, anche se possiamo pensare che gli altri le trovino diverse.

Un altro ingrediente molto importante è riuscire sempre a dare carattere ad ogni singolo personaggi, spesso si tende a muoverlo come se fossimo noi, rischiando così di dare a tutti i personaggi poco spessore e non differenziarli fra loro. Dobbiamo staccarci da loro e lasciare che possano esprimersi con il loro carattere e che siano diversi.

N°8 Come è nata l’idea di “Klove”?

È nata dopo un periodo non tanto bello per me, avevo smesso di credere in questo sogno, avevo perso ogni speranza e voglia, poi un giorno ho scoperto gli U-Kiss, un gruppo di Kpop della Corea del Sud, ho iniziato a seguirli e interessarmi a loro e di conseguenza al paese, me ne sono immediatamente innamorata e da un sogno di una ragazza che andava in Corea per una vacanza è nata questa splendida storia.

N°9 Con che criterio ha scelto i personaggi?

Onestamente non li ho scelti, si sono creati da soli, io ho solo lasciato che prendessero vita. Ciò che volevo solamente è che Kevin fosse sì il bel ragazzo, ma anziché il classico belloccio che è prepotente volevo che fosse un ragazzo tenero e che trattasse Elisa come ogni ragazza merita di essere trattata e comunque i ragazzi coreani sono molto gentili e dolci con le loro ragazze quindi dovevo per forza dargli questa impronta di classico principe azzurro.

N°10 Con che criterio ha scelto gli ambienti?

Anche qui nessun criterio, ho solo lasciato che tutto ciò che mi piaceva della Corea mi ispirasse. Ho amato la città di Seoul dal primo momento che ho visto le prime immagini, anche il nome stesso, Seoul, mi affascina e mi fa palpitare il cuore quando lo leggo da qualche parte o ne sento parlare. Non è stato così difficile scegliere l’ambientazione. Volevo che Elisa vedesse e vivesse tutto ciò che vorrei un giorno poter vivere e vedere io, era come se fossi assieme a lei, mi vedevo accanto a lei a goderci quella magnifica città che ci ha fatto innamorare ad entrambe.

N°11 Ha per caso una persona che l’ha affiancata nel suo percorso?

Certo, accanto a me a sostenermi in ogni cosa ci sono le mie amiche e la mia famiglia. Loro sono i miei primi fan e il mio sostegno in tutto. Loro scoprono la nascita delle mie storie, ne sentono l’evolversi e la fine, ma una persona in particolare la voglio citare, è la mia cara amica ed editor Serena Tristini che ha letto questa storia dai primi capitoli, si è appassionata ed ha atteso con trepidazione il giorno della pubblicazione. Si è affezionata a Kevin ed Elisa e li porta nel cuore facendo un ottimo lavoro di editing per curare una storia che ha amato dalle prima parole.

N°12 Ha mai pensato di creare qualcosa per riunire alcuni suoi fan?

Sì, molte volte ho pensato di creare un gruppo su facebook ma l’idea è rimasta solo nella mia testa, ancora non ho fatto nulla di concreto, per ora ci sono i miei profili su facebook, twitter e instagram e la mia pagina autore, però magari in un futuro, quando magari avrò più fan può anche essere che possa decidere di realizzare quella idea.

N°13 È più per il modo digitale o tradizionale? Perché?

Per scrivere decisamente preferisco il digitale, è molto più rapido e soprattutto pratico ma di sicuro per quanto riguarda il leggere i libri preferisco il modo tradizionale. Amo la carta.

N°14 Le persone che le sono accanto la sostengono? Ha qualcuno che la ostacola?

Come ho detto prima sì, le mie amiche e i miei famigliari mi sostengono e sono a loro molto grata, senza mi sentirei persa, sono loro che mi aiutano a rialzarmi quando alle volte cado, quando mi abbatto e voglio lasciare andare tutto, sono loro che continuano a spronarmi di andare avanti e lottare, per quanto riguarda se c’è qualcuno che mi ostacola non penso e spero davvero di non averlo mai, io non ho mai ostacolato nessuno, ho sempre rispetto degli altri e spero gli altri abbiano lo stesso rispetto per me.

N°15 Ha mai perso l’ispirazione? Se sì, come l’ha recuperata?

Purtroppo alle volte capita, essendo che ho sempre mille cose da fare e a cui pensare alle volte mi blocco e non so come andare avanti, a quel punto insistere è inutile, chiudo tutto e faccio altro, ascolto magari della buona musica e mi rilasso, lascio perdere la storia per un po’, la scordo e poi, quando meno me lo aspetto ritorna l’ispirazione e scrivo di nuovo come un fiume in piena.

N°16 Ha mai pensato di proporre un genere insolito dal vostro?

Sì. ultimamente stavo pensando di buttarmi a scrivere un thriller, non ho mai scritto nulla di simile e tanto meno letto libri di questo genere, ma da alcuni giorni questa idea mi ronza in testa, devo solo documentarmi un po’ prima e poi non è detto che non ci provi.

N°17 Ha dei futuri progetti?

Tanti. Tante storie finite che aspettano di prendere vita, altre di venire concluse e molte altre di essere iniziate. Progetti ne ho sempre tanti ma è il tempo a mancare purtroppo.

La nostra intervista si conclude qui , la ringrazio per avermi concesso questa intervista, ma …. ha ancora qualcosa da dirci/consigli/sconsigli…

Grazie di cuore a voi dell’opportunità, l’unica cosa che posso dirvi è questa “non smettete di credere nei vostri sogni: chiedete di raggiungere l’obiettivo, immaginatevi di averlo raggiunto e ringraziate”, ringraziate sempre pe tutto, anche per il solo fatto che vi svegliate la mattino perché la vita è un dono, quindi non sprecatela a vivere quella delgi altri ma vivete la vostra e realizzate i vostri sogni.

Se avete perso  la presentazione di “Klove” , vi lascio il link della prima tappa Qui.


Siete curiosi? Non perdetevi il settimo appuntamento con le curiosità del romanzo Klove .Allora segnate sulla vostra agenda ogni tappa, appuntamento domani sul blog!

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