Interviste

Intervista a Stefano Nasetti.

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Buonasera readers!

Oggi torna la rubrica “Essere un giorno nei panni di uno scrittore” , in questo appuntamento ospite l’autore di “Il lato oscuro della Luna” , scritto da Stefano Nasetti e trovate la segnalazione QUI . Ringrazio il tempo concesso a questa intervista, pronti per scoprire le risposte? Buona lettura!

Quattro chiacchiere con l’autore


N°1 Per iniziare di presenti ai nostri lettori e cominciamo con la prima domanda. Quando è iniziata la passione per lo scrivere?

Salve a tutti mi chiamo Stefano Nasetti appassionato da sempre di scienza, archeologia e astronomia. La passione per la scrittura è iniziata molto casualmente, direi da quando ho cominciato a sentire l’esigenza di conservare i miei pensieri e le mie riflessioni, riguardo tutte le cose che rientrano nei miei interessi.

N°2 Cosa l’ha spinto verso questo mondo? A che età è nata questa passione?

Come ho appena detto, la scrittura è stata un po’ un’esigenza, ma inizialmente scrivevo soltanto per me stesso. Il mio libro “IL LATO OSCURO DELLA LUNA” è, infatti, il frutto della rielaborazione dei moltissimi appunti, pensieri e riflessioni sul mondo e sulla realtà che ci circonda, scritto per fare innanzitutto chiarezza in dentro. Solo in un secondo momento sono stato incoraggiato a pubblicare ed ho quindi deciso di condividere i miei pensieri con gli altri. Una volta pubblicato devo dire che ci ho preso gusto e direi che è scoppiata la passione anche grazie ai riscontri, tutti molto positivi, che ho ricevuto. Sebbene mi sia appassionato alla scrittura, non mi sento e non piace definirmi uno scrittore. Sono un semplice appassionato di alcuni temi che a voglia di condividere i propri pensieri con gli altri. Fin dall’inizio ho preso tutto come un gioco. Non ho particolari aspettative in termini di vendite o di successo o fama (sul web non troverete mie foto, perché non amo apparire) e questo mi permette di apprezzare fino in fondo la soddisfazione per ogni singola copia venduta e per ogni singola manifestazione d’interesse e apprezzamento che mi arriva dai lettori o da chiunque si avvicini, anche solo per un attimo, a interessarsi del mio lavoro.

N°3 Solitamente da cosa è ispirato?

Ciò che mi guida nella scrittura è esclusivamente la passione per taluni argomenti, la voglia di comprendere il funzionamento delle cose e la voglia di porre all’attenzione anche degli altri, conoscenze scientifiche o riflessioni sul mondo in cui viviamo. Ci sono moltissime informazioni poco note e che poco spazio trovano comunemente nei media tradizionali, che ritengo siano d’importanza vitale per provare ad avere una visione più corretta di quella cosa che definiamo forse impropriamente “realtà”. Spesso si abusa di questa parola perché ciò che definiamo “reale” è soltanto una parte di ciò che esiste, è soltanto un’immagine sfocata di ciò che ci circonda e che è spesso una rielaborazione delle informazioni presenti nella nostra mente. Più informazioni entrano a far parte della nostra conoscenza, migliore e più completa sarà la nostra percezione di ciò che ci circonda, di ciò che siamo e del significato delle nostre vite. Più che di una vera e propria ispirazione, direi quindi che è la voglia di proporre spunti di riflessione, che possano poi tornare utili nella vita di tutti i giorni e nella speranza che questo si traduca in un miglioramento per tutti.

N°4 Come si sente quando scrive un libro?

Difficile per me rispondere a questa domanda, poiché mentre scrivevo il mio unico (al momento) libro non avevo neanche lontanamente contemplato la possibilità di divulgarlo con la pubblicazione. Posso dire che quando ho deciso di pubblicare ed ho quindi dovuto necessariamente fare alcuni “aggiustamenti” ho provato un grande senso di responsabilità nel dover affrontare tanti argomenti in modo intellettualmente sempre onesto e cercando sempre di farlo in modo più oggettivo e distaccato possibile.

N°5 È emozionato quando pubblicano un suo libro?

Certo! Vedere il proprio libro in vendita in tanti store, al fianco di autori famosi, dà una certa emozione. Anche se ho scelto l’autopubblicazione e dunque ho affrontato questa fase senza avere alle spalle una casa editrice tradizionale, è stata comunque una sensazione positiva che non ho vissuto con timore, sia perché come detto in precedenza, ho affrontato il tutto quasi per gioco e sia perché come spesso mi accade, mi documento sempre molto prima di affrontare qualunque cosa, dunque sapevo a cosa andavo incontro.

N°6 Quando ha pubblicato il primo libro? È stato difficile?

Il mio primo libro l’ho pubblicato alla fine di giugno 2015. E’ quindi un anno e mezzo che è sul mercato e devo dire che il gradimento del pubblico è andato di gran lunga oltre ogni aspettativa. Fin dall’inizio non è passato mese in cui non ho venduto copie e questo è un risultato non da poco, tenuto conto che secondo una recente ricerca, solo in Italia ogni giorno vengono pubblicati oltre 125 libri, senza contare quelli autopubblicati, proprio come il mio. In un Paese in cui solo una minoranza della popolazione legge almeno un libro l’anno e che il 95% di questi predilige romanzi, riuscire a vendere tutti i mesi alcune copie di un libro si saggistica come il mio, è motivo di grande soddisfazione. Tra l’altro fino a pochi giorni fa (12/1/2017) il mio libro era addirittura nella Top 11 di Amazon nella sezione ebook sul tema archeologia.
Autopubblicare di per sé non è stato difficile, la cosa più impegnativa è stato il doversi documentare su un mondo, quello dell’editoria, che ho scoperto pieno d’insidie. Molti sono i soggetti che cercano di approfittare degli aspiranti scrittori, per fare soldi e sono pochissime le case editrici che avanzano serie proposte commerciali di pubblicazione ad autori esordienti. Siccome il mio obiettivo era principalmente quello di divulgare, l’autopubblicazione mi ha offerto una soluzione semplice e un’ampia diffusione (il mio libro è in vendita in oltre 30 store italiani e in altrettanti internazionali.)

N°7 Le piace il suo lavoro?

Certamente! Avendo scritto principalmente per fare chiarezza in me mettendo in fila tutta una serie d’informazioni, ho cercato di fare un lavoro assolutamente lineare, comprensibile e intellettualmente onesto. Dunque sono molto soddisfatto del risultato. Ho trattato moltissimi argomenti in modo semplice ma non superficiale, riuscendo (almeno stando alle moltissime recensioni apparse sul web) a trasmettere la mia passione nell’affrontare argomenti apparentemente complessi. Ne è venuto fuori un libro molto intenso, profondo e al contempo appassionante, coinvolgente e interessante, soprattutto per quei lettori che affrontano la lettura con la mente libera da preconcetti e dogmi.

N°8 Le è mai capitato di avere un’idea e poi se l’è dimenticata?

Se fosse accaduto, non me lo ricorderei. A parte gli scherzi, ho preso da molti anni l’abitudine di scrivere subito i miei pensieri, anche soltanto segnandomi poche parole chiave che potessero poi fungere a ricordare in pensiero più complesso, proprio per la paura di perderli per sempre.

N°9 Ha mai rovesciato il caffè sui fogli?

Scrivendo al computer fortunatamente no, neanche sulla tastiera……. quando scrivo, riesco ad isolarmi quasi del tutto e rischio a volte di dimenticarmi anche di bere e mangiare, finché non ho terminato di mettere nero su bianco quel pensiero, forse proprio per la paura di cui parlavo poco fa.

N°10 Quali sono gli ingredienti che servono in una storia?

Scrivendo esclusivamente di argomenti scientifici, rispondere a questa domanda non è facile per me. Direi che la cosa importante è avere consapevolezza di ciò che si vuole trasmettere e avere poi la capacità di riuscire a tradurre il tutto con le giuste parole. L’emozione è l’ingrediente forse principale di ogni scritto, riuscire a trasmettere emozione è importante sia quando si scrive un romanzo che quando si scrive di scienza.

N°11 Ha per caso una persona che l’ha affiancata nel suo percorso?

Ho fatto questo percorso nel mondo della scrittura in modo quasi solitario, ma non posso dimenticare però che è stata mia moglie a convincermi a pubblicare.

N°12 Che tipo di genere scrive?

Il mio è un libro certamente di saggistica e non un romanzo di fantasia. Ho trattato però gli argomenti in modo molto coinvolgente affinché fosse un libro veramente alla portata di tutti e non solo degli appassionati del genere o per gli addetti ai lavori. Anche chi solitamente legge altri generi, troverà interessante la lettura del mio libro, che popone molti spunti di riflessione che riguardano situazioni di vita quotidiana.

N°13 Che tipo di genere solitamente le piace? Perché?

Preferisco solitamente generi che trattano argomenti concreti e non di fantasia, perché sono guidato dalla sete di conoscenza e dalla necessità di comprendere.

N°14 Dove pubblica i suoi lavori?

Ho saltato volutamente l’editoria tradizionale per rivolgermi all’autopubblicazione. La piattaforma da me scelta si chiama Streetlib e, a oltre 1 anno e mezzo dalla pubblicazione, mi sento di consigliarla decisamente a tutti quelli che hanno voglia di provare ad affacciarsi in questo mondo. Un buon modo insomma, per togliersi delle soddisfazioni e al contempo “testare” le proprie capacità di affrontare il mondo dell’editoria.

N°15 Ha mai pensato di creare qualcosa per riunire alcuni suoi fan?

Beh, il mio sito internet http://www.illatooscurodellaluna.webnode.it e il blog in esso contenuto, nascono proprio per soddisfare le richieste di coloro che mi hanno chiesto di proseguire la trattazione degli argomenti affrontati nel libro. Non li chiamerei però fans, la parola evoca un concetto di distanza tra autore e lettore che non mi appartiene. Non sono una star ma una persona comune. Anche la mia presenza sui social (al momento solo su G+) mira a facilitare il contatto continua con le altre persone che hanno letto il mio libro o semplicemente condividono i miei stessi interessi ma anche con chi non la pensa come me. Il confronto aiuta a crescere e chiunque può fornirti stimoli o spunti per approfondire argomenti o per migliorare se stessi.

N°16 È più per il modo digitale o tradizionale? Perché?

Penso che la maggioranza delle persone trovi maggiore soddisfazione a tenere in mano e sfogliare un libro tradizionale e confesso che anch’io non faccio eccezione. Sebbene il formato cartaceo mantenga inalterato il suo fascino, il formato digitale è indubbiamente più pratico ed economico, soprattutto per i lettori più incalliti e risolve l’annoso problema dello spazio, che tutti prima o poi si trovano ad affrontare. Con il formato digitale non dovremo più chiederci “dove metto ora questo libro?” Volendo, come ormai fanno in molti, prima si può leggere il formato elettronico di un libro, poi, se è piaciuto, si può comprare il formato cartaceo per avere il piacere di conservarlo in casa nella nostra piccola, selezionata e gratificante libreria.

N°17 Le persone che le sono accanto la sostengono? Ha qualcuno che la ostacola?

La mia famiglia mi sostiene, non potrebbe essere altrimenti. Quanto a chi ostacola, direi che quando ci si espone su certi temi come quelli affrontati nel libro, e lo si fa proponendo spunti di riflessione che vanno un po’ contro le tradizionali ideologie, è facile incontrare anche sul web qualcuno che a prescindere, solo leggendo l’incipit o addirittura la sola copertina, tenta di mettere il bastone tra le ruote. Ma non mi cruccio per questo, anche perché io non ho verità da proporre o vendere a nessuno, propongo soltanto spunti di riflessione basati su elementi tangibili, poi ognuno maturerà il proprio pensiero a riguardo. L’importante secondo me, è non chiudere pregiudizialmente gli occhi, non accettare pedissequamente le “verità” precostituite solo perché sono così da tempo o perché lo fanno tutti. L’importante e non smettere di porsi domande e lasciare la possibilità a tutti di maturare ed esprimere il proprio pensiero.

N°18 Ha mai perso l’ispirazione? Se sì, come l’ha recuperata?

Certamente per me è più facile non perdere ispirazione perché le continue notizie scientifiche forniscono spunti sempre nuovi. La curiosità di capire e la necessità di apprendere fungono poi da stimolo. Siccome non si smette mai d’imparare, fortunatamente non mi è mai capitato. Tuttavia ci sono periodi in cui paradossalmente mi sono “bloccato” per un eccesso di “ispirazione”. Avevo talmente tante cose da voler scrivere che non sapevo davvero da dove cominciare. In questi casi ho semplicemente staccato la spina per qualche giorno per poi riprendere a “mente fredda”. Il fatto di scrivere per solo per passione, senza vincoli di scadenze, mi consente di affrontare questi “blocchi” con la giusta leggerezza.

N°19 Ha mai pensato di proporre un genere insolito dal vostro?

Non mi preoccupo troppo di classificare il mio lavoro in questo senso. La mia principale preoccupazione e riuscire a trasmettere correttamente il mio pensiero, fornendo al contempo tutti quegli elementi che ritengo siano necessari alla sua corretta comprensione, riuscendo a mantenere il giusto equilibrio in modo da non urtare la sensibilità di chiunque se imbatta nei miei scritti. Per me è importante riuscire a trasmettere le idee, e i valori e i pensieri che esse riflettono.

N°20 Ha dei futuri progetti?

E’già dopo pochi mesi dall’uscita del mio primo libro, che ho in testa (e non solo poiché ho anche già moltissimi appunti) almeno altri due o tre argomenti che possono dare origine ad altrettanti nuovi lavori. Il mio problema principale è stato ed è attualmente, il poco tempo che ho a disposizione per dedicarmi alla stesura, con l’adeguata cura, dei nuovi testi. Sono certo però che troverò modo nei prossimi mesi, il modo di concretizzare queste idee e appunti in almeno un secondo libro entro l’anno.

N°21 La nostra intervista termina qui, ma …. ha ancora qualcosa da dirci/consigli/sconsigli…

Ringrazio per lo spazio concessomi per questa gradita e lunga intervista e ringrazio tutti quelli che hanno avuto la bontà di leggerla tutta. Vorrei consigliare a chi fosse stato incuriosito dal mio libro, di andare sul mio sito (www.illatooscurodellaluna.webnode.it) per prendere visone del contenuto del libro, leggere le recensioni dei lettori (che trovate anche sul web nei vari store), vedere i tre booktrailer in modo da farsi un’idea più precisa del libro. Sia sul mio sito sia nei principali store (Amazon, iTunes, Google Play) è possibile scaricare GRATUITAMENTE un’anteprima del libro di circa 150 pagine. Insomma se volete un assaggio del mio lavoro, c’è l’imbarazzo della scelta. Vorrei salutare tutti citando una frase di Einstein a cui sono molto legato e che rappresenta lo “spirito” del mio lavoro: “La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso”.


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6 thoughts on “Intervista a Stefano Nasetti.

  1. non conosco questo autore ma mi piace molto leggere le risposte degli autori per capire la loro passione e il duro lavoro che hanno fatto per pubblicare i loro libri . Qui si evince proprio tutto questo. Complimenti !

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