Fumetti · recensione

Mater Morbi Dylan Dog | Recensione

Buongiorno readers !,


spero che abbiate trascorso il Natale e il Capodanno in felice armonia. Ho trascorso un Capodanno magnifico, per la prima volta l’ho trascorso con il mio ragazzo e la sua famiglia , è stato davvero divertente. Ma a tutto ciò , eccoci qui con la prima recensione dell’anno 2O17. Questa volta non è un libro , una graphic novel e tanto meno  un manga ma bensì un fumetto della collana dei volumi unici di Dylan Dog , preso (ovviamente e giustamente) al mio ragazzo.

 

In questo episodio il nostro caro Dylan Dog , deve affrontare un qualcosa che non ha mia affrontato ovvero la malattia. Dovrà sopportare  la sofferenza, tra i corridoi di un ospedale da incubo, nella condizione solitaria del paziente e con la propria vita nelle mani di medici che possono diventare salvatori o portatori della propria morte.Qualcuno lo aspetterà nel giardino della Consunzione, dove sotto l’Albero delle Pene , troverà i Tormenti , i figli dell’ammaliante Meter Morbi. Durante la la lettura di esso si può, tra la realtà e la dimensione allucinata si confonde e la scenografia ospedaliera, ma non solo entriamo nella mente del disagio del paziente,paure , incubi e senso di abbandono e senza via di uscita e facendosi domande con senso di colpa “perché proprio io” .Dylan avrà una piccola guida spirituale che lo accompagnerà in questa “avventura”,la figura del piccolo Victor, un bambino malato che ha imparato da tempo a convivere con la propria patologia e a non lottare inutilmente contro se stesso. La mattia viene incarnata da un bellissima ragazza ovvero Mater Morbi , in veste da madonna addolorata , con una goccia nera sul lato destro del viso e con un stile dark/gothic lady con un corpetto in stile sadomasochista di cuoio e borchie, con forbici chirurgiche sul colletto e un gastroscopio come frusta. Mater Morbi 2

 Un ottimo modo per essere temuta , odiata dall’umanità e persino temuta dalla morte tanto da ricordare alcune  creature di Silent Hill (sono più le volte che ho mandato a quel paese il gioco , in cui ho avuto modo di giocarci ahahha). In tal caso solo la morte può mettere fine al tormento di Mater Morbi ma in contrasto il dr. Vonnegut dove cerca di dargli al ragazzo  le cure e la resistenza , mentre gli si oppone  il dr. Harker vuole mandare tutto a monte.  A fine storia , ci sono pagine extra con dietro le quinte della lavorazione, schizzi e studi di Carnevale, disegni inediti, le dichiarazioni di Recchioni e Sclavi e anche qualche pagina di sceneggiatura disponibile da scaricare tramite web. Insomma è una storia dove prendi parte a tutti i sintomi come un incubo claustrofobico, la libertà negata e il qualcosa che nasce dentro di te e si nutre finché non viene a galla. Consiglio vivamente.

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