Interviste

Intervista a Elisa Sartarelli

Oggi per la rubrica “Essere un giorno nei panni di uno scrittore”, in ospite Elisa Sartarelli . Ti ringrazio ancora 🙂

N°1 Per iniziare presentati ai nostri lettori e cominciamo con la prima domanda.
Ciao a tutti! Mi chiamo Elisa e sono una giornalista e blogger con una grande passione per la scrittura.
Quando è iniziata la passione per lo scrivere?
Prima di cominciare l’asilo già non vedevo l’ora di cominciare le elementari, perché così mi avrebbero insegnato a leggere e scrivere. Così, nell’attesa, mi esercitavo a casa, copiando su un’agendina il mio nome e quelli degli amichetti scritti in stampatello da mia madre. Poi ho cominciato a scrivere storie qua e là. Ma il primo vero libro l’ho pubblicato nel 2010.
N°2 Cosa ti ha spinto verso questo mondo?
Non lo so, è qualcosa di innato: ce l’hai o non ce l’hai, hai la voglia di scrivere o non ce l’hai.
A che età è nata questa passione?
Da bambina. Da quando alle elementari amavo scrivere lunghi temi a scuola che avrei voluto poter conservare, portare a casa.
N°3 Solitamente da cosa vieni ispirata?
Tutto mi può ispirare ma solo se in un istante ci vedo dentro una storia.
N°4 Come si sente quando scrive un libro?
Bene. Creo un mondo. Mio.
N°5 È emozionata quando pubblicano un suo libro?
Sì. Ma sono ancora più emozionata mentre scrivo e l’emozione più grande è quando termino di scriverne uno. Per non parlare dell’emozione che provo quando ho l’impulso di ricominciare a scrivere…
N°6 Quando ha pubblicato il primo libro? È stato difficile?
Ho pubblicato il primo libro nel 2010. In realtà, i miei primi due libri: la mia tesi di laurea che è diventata un saggio letterario e il mio primo libro di favole sulle Quadrobambole. Sì, è stato difficile. Ma poi è arrivato chi ha creduto in me.
N°7 Le piace il suo lavoro?
Se intende la scrittura, non è esattamente un lavoro ma una passione, un modo di vivere; la scrittura è parte di me. Sono una giornalista e sì, amo il mio lavoro.
N°8 Le è mai capitato di avere un’idea e poi se l’è dimenticata?
Sì. Una notte, prima di addormentarmi, mi sono raccontata una storia meravigliosa che si svolgeva in un castello. Ero troppo pigra per alzarmi e scrivere. E la mattina dopo era svanita.
N°9 Ha mai rovesciato il caffè sui fogli?
No, per il semplice fatto che generalmente per scrivere uso il computer. E fortunatamente non l’ho mai rovesciato neanche sulla tastiera! Anche se mi è capitato anche di scrivere su dei quadernini a copertina rigida: starò attenta!
N°10 Quali sono gli ingredienti che servono in una storia?
La storia arriva e basta. Di solito comincio a scrivere dopo aver sentito un odore, un sapore o aver avuto un pensiero che mi ispirava. Non ho uno schema, scrivo e basta.
N°11 Ha per caso una persona che l’ha affiancata nel suo percorso?
Siamo io e la scrittura.
N°12 Che tipo di genere scrive?
Fiabe, racconti, filastrocche e romanzi per bambini. Saggi. Ultimamente, un romanzo breve. Ma ci sono molti racconti, poesie e romanzi per ragazzi e adulti che non ho ancora pubblicato e tante altre idee che sto mettendo nel pc o direttamente su carta.
N°13 Che tipo di genere solitamente le piace? Perché?
Thriller e horror. Non so il perché, mi piacciono. Ma non riuscirei a scrivere niente del genere. Forse per questo mi piacciono.
N°14 Dove pubblica i suoi lavori?
Non credo di aver capito bene la domanda, comunque mi rivolgo a qualche casa editrice che possa essere interessata. Scrivo spesso sul mio blog www.elisasartarelli.it.
N°15 Ha mai pensato di creare qualcosa per riunire alcuni suoi fan?
C’è il mio blog www.elisasartarelli.it; poi su Facebook la pagina “Le Quadrobambole” e “Carta e inchiostro” e il gruppo “Le Quadrobambole”.
N°16 È più per il modo digitale o tradizionale? Perché?
Entrambi. Il mondo digitale ci mette in comunicazione più velocemente. Ma il mondo tradizionale è quello vero, non ce lo dimentichiamo.
N°17 Le persone che le sono accanto la sostengono? Ha qualcuno che la ostacola?
Sì, certo che mi sostengono. Nessuno per fortuna mi ostacola.
N°18 Ha mai perso l’ispirazione? Se sì, come l’ha recuperata?
L’ispirazione non si perde e non si acquista: viene e va. Alcune volte posso scrivere solo per i bambini, altre riesco a pensare solo a filastrocche, altre ancora posso disegnare o solo colorare. Bisogna seguire l’onda creativa.
N°19 Ha mai pensato di proporre un genere insolito dal suo?
Diciamo che mi piace sperimentare. Il mio ultimo libro “La fine dell’estate (1992-2015)” edito da LFA Publisher è uscito da pochi giorni, è un romanzo breve dedicato agli adulti e ai ragazzi, raccontato da un’adulta che ricorda un’estate in cui era una ragazzina. Un genere non ben definito. Così come “Viola su carta – Saggio sulla scrittura a mano e non solo” (Arduino Sacco Editore 2015), tra il diario e il saggio.
N°20 Ha dei futuri progetti?
Diciamo che ho progetti passati, tutti quelli che ho nel computer o scritti su qualche quadernino. Per il futuro, potrei pubblicare qualcosa che ho scritto nel passato o scrivere altro.
N°21 La nostra intervista termina qui, ma …. ha ancora qualcosa da dirci/consigli/sconsigli…
La ringrazio tanto per questa chiacchierata. Consiglio a tutti di mettere inchiostro su carta i propri pensieri ogni tanto: scrivere a mano fa bene. E una lettera è un bellissimo regalo. Grazie a tutti!
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